Posted on | aprile 3, 2011 | No Comments

Preacher, fumetto blasfemo?

Signori, qui si recensisce un capolavoro del fumetto.
Non tutti, certo, sarebbero d’accordo nel definirlo un capolavoro.
Robaccia da leggere al cesso, direbbe qualche decano del fumetto come Dave Gibbons. Fumetto blasfemo, direbbero in tanti. Volgarità, violenza gratuita, cattivo gusto a profusione, personaggi sordidi e amorali, sequenze disgustose, direbbero altri.
Io dico che è un capolavoro, in ogni caso.
Sto parlando di Preacher, la serie a fumetti sceneggiata da Garth Ennis, disegnata da Steve Dillon, con le copertine straordinarie di Glenn Fabry. 66 numeri della serie regolari, più miniserie e speciali a fare da contorno.
I tre personaggi principali sono un predicatore di nome Jesse Custer, la sua ragazza (ex, all’inizio) Tulip, il loro nuovo amico Cassidy. Stanno girando l’America alla ricerca di Dio. Non in senso spirituale: stanno letteralmente cercando Dio, che ha lasciato il Trono Celeste dopo l’apparizione di Genesis. Chi è Genesis? Il frutto di un’unione proibita, il figlio di un angelo e di una bella diavolessa. E che si è rifugiato nel corpo di Jesse Custer… che è un predicatore molto sui generis, amante delle risse da bar, del sesso sfrenato con Tulip, dell’alcool, e di John Wayne.
Anche Tulip non è proprio la classica fidanzatina dell’eroe: è una killer professionista. E Cassidy? Be’, è un vampiro irlandese alcolizzato, molto più vecchio di quel che dimostra la sua età. Un bel trio, no?
Jesse ha un orribile, davvero orribile passato: una nonna a dir poco inquietante, che vive circondata da due guardie del corpo, il violentissimo Jody e il pervertito zoofilo T.C.
Nelle loro peregrinazioni, i tre si troveranno ad aver a che fare con un’organizzazione segreta chiamata il Graal, che comanda i governi di tutto il mondo e protegge la stirpe di Gesù e Maria Maddalena (eh, ragazzuoli, Il codice Da Vinci è arrivato dopo!). Purtroppo, dopo la morte di Gesù (investito da un carro per il letame) i suoi discendenti sono stati obbligati ad accoppiarsi tra di loro per mantenere puro il sangue… e duemila anni di discendenze incestuose hanno dato vita a un povero ritardato, che dovrebbe essere il salvatore dell’umanità!
E poi c’è Herr Starr, l’apparente capo del Graal, che a ogni avventura viene mutilato in qualche modo (una gamba divorata da orrendi cannibali nel deserto, i genitali staccati dal morso di un ferocissimo cane…)
E poi c’è Facciadiculo, un fan di Kurt Cobain che prova a suicidarsi come il suo idolo ma riesce solo a devastarsi il volto. Diventerà a sua volta un’effimera rockstar.
E c’è Il Santo degli Assassini, le cui pistole sparano solo colpi mortali, e che mai nessuno ha visto estrarre…
E c’è lo spettro di John Wayne, che ogni tanto compare nella vita di Jesse come uno spirito guida…
Sopratutto c’è una straordinaria, davvero straordinaria storia d’amore, ad attraversare questi sessantasei numeri di sangue, follia, morte, personaggi che si chiamano Jesus DeSade, il Predatore-Frantumatore (serial killer dal doppio nome, visto che due giornali l’hanno battezzato in modi diversi…), un’apparizione notturna di Elvis in versione autostoppista, l’orribile nonna di Jesse, due arcangeli convertiti ai piaceri terreni…
La love story (molto torrida, peraltro) tra Jesse e Tulip, a metà serie, verrà messa in cirsi con l’inevitabile (ma molto ben giocato) inserimento dell’amico (poi ex amico) Cassidy, attratto da Tulip e abituato a rovinare tutte le persone che gli stanno intorno…
La resa dei conti tra tutti i personaggi si svolgerà nel ciclo conclusivo chiamato Alamo, con un episodio finale che ha fatto discutere almeno quanto l’ultima puntata di Lost. Ha fatto discutere tanto da aver indotto Pasquale Ruggiero, sulle pagine di Vertigo presenta in cui è comparso Alamo, a bluffare e a presentare il sessantacinquesimo e penultimo numero come ultimo… tanto gli faceva schifo il sessantaseiesimo. Che è apparso comunque, chiaramente, il mese successivo.
(Io la penso esattamente al contrario di lui, peraltro: il finale di Preacher è bellissimo, estremo, incredibilmente commovente, e la doppia tavola in cui… be’, non dico niente, ma l’immagine di quei due certi personaggi con un cavallo e un cane stagliati contro il tramonto all’orizzonte è straordinaria.)
Garth Ennis è un genio pazzo, un Quentin Tarantino nordirlandese (di Belfast) molto più bravo del pur bravo Tarantino. Uno che sa farti ridere, disgustare e commuovere dieci volte nello spazio di ventidue pagine. Non so se Preacher sia il suo capolavoro (se la gioca con Hitman, secondo me), ma chiunque abbia letto questa serie fino in fondo non dimenticherà mai Jesse Custer, Tulip e quel bastardo a suo modo simpatico del vampiro Cassidy.
La Planeta De Agostini ha da poco ristampato tutto Preacher in tre lussuosi volumi con la veste grafica di tre enormi, antiche Bibbie: i sessantasei numeri della serie sono raccolti nei primi due volumi (chiamati Antico Testamento I & II), mentre il terzo volume (Nuovo Testamento) raccoglie la bellissima miniserie sul Santo degli Assassini, gli speciali su alcuni personaggi (Cassidy, Facciadiculo, Herr Starr, T.C e Jody, Jesse e Tulip) e tutte le copertine di Glenn Fabry commentate.
Sono anche tre volumi bellissimi da vedere in libreria, così nero e oro…
Cosa aspettate?


A cura di Gianluca Morozzi (moroz@tiscali.it)

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